Massimo Venturiello
e Tosca
in
MUSICANTI
SO_ATA A COSIMI_A
Direzione musicale
Ruggiero MASCELLINO
Regia
Massimo VENTURIELLO
Coreografie
Fabrizio Angelici
Nato da una canzone, scritta da Massimo Venturiello per Tosca (Il Terzo Fuochista) e presentata da lei al festival di San Remo nel 2007, “Musicanti” è uno spettacolo-concerto in cui una tessitura drammaturgica, intrecciandosi con straordinarie musiche e canti di varia provenienza, dà vita a un racconto che sa di paese, di banda, di festa.
Una festa lontana, di altri tempi, che occupa un posto solo nella memoria di generazioni ormai mature, una festa religiosa italiana e nel contempo, di tutto il bacino mediterraneo, in cui il sacro e il profano si mescolano, esorcizzando la morte, aggregando, eccitando, commuovendo. Una festa, con un inizio e una fine e la fine è sempre stata il fuoco d’artificio, il momento più atteso, più efficace, forse un modo per comunicare col ‘divino’. Un grande gioco collettivo con una potenza evocativa unica, una potenza che questo spettacolo si propone di restituire attraverso il racconto di una vita, quella di Cosimina, donna di paese, di campagna, nata, cresciuta e vissuta in una realtà di tanti anni fa, portatrice di un ‘segreto’ che l’accompagnerà per sempre.
Uno spettacolo visionario, sulla memoria, che in definitiva, vuole essere proprio un omaggio al teatro e alle sue infinite possibilità espressive. Tosca e Massimo Venturiello, entrambi in scena con una piccola banda, come in una ininterrotta processione narrativa e musicale, canteranno e reciteranno, in un gioco di alternanze e trasformazioni, inseguendo quell’ antica emozione, che Cosimina provò quando, ancora bambina, per la prima volta vide un cielo di colori infiniti‘ che nel silenzio vennero giù ’ In definitiva, in un epoca come la nostra, in cui l’omologazione e il pragmatismo regnano sovrani, “Musicanti” diventa un atto di coraggio nel riproporre un mondo carico di valori, oggi in disuso,come la riscoperta delle piccole cose, o la necessità vitale della poesia. Un mondo in cui ‘La gente profumava di sudore e dignità.
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